Schenk Italian Wineries è tra le più significative realtà vitivinicole a livello nazionale. Fondata nel 1952 a Reggio Emilia, nel 1960 l’azienda ha trasferito la propria sede a Ora (BZ), dove è nata la prima cantina legata al territorio di produzione. Questo è stato il primo passo verso il progetto “Italian Wineries”, che ha visto l’azienda, storicamente dedicata alla lavorazione del vino sfuso e all’imbottigliamento, diventare produttore, dapprima con lo sviluppo di marchi “territoriali” grazie a importanti collaborazioni con produttori locali di alto livello nelle regioni italiane più vocate alla coltivazione dell’uva come l’Alto Adige, la Toscana, il Veneto, la Sicilia, il Piemonte, la Puglia e l’Abruzzo; poi, con l’acquisizione delle cantine ‘Bacio della Luna’ a Vidor – Valdobbiadene (Treviso),‘Lunadoro’ a Valiano di Montepulciano (Siena) e Tenute Masso Antico (Salento). Un percorso evolutivo intrapreso nel tempo, e tuttora in essere, che ritiene fondamentali il radicamento sul territorio e lo stretto legame con la tradizione, coadiuvati dall’utilizzo strategico delle opportunità che il progresso tecnologico mette a disposizione per operare in modo sostenibile, sia dal punto di vista aziendale sia da quello ambientale.

1. Nel dicembre 2020 avete ottenuto la certificazione Equalitas, segno di grande impegno nei confronti delle risorse umane, del territorio e dell’ambiente. Quali sono le prossime sfide del Gruppo nel campo della sostenibilità? La certificazione Equalitas è stato il primo grande passo per testimoniare il nostro impegno verso la sostenibilità, di cui Schenk Italia da anni si era resa partecipe con importanti e accurati investimenti, benefit aziendali verso i dipendenti, associazioni ed enti locali. Il nostro percorso punta a coinvolgere le altre due realtà del gruppo Schenk Italian Wineries nel progetto Equalitas, con Bacio della Luna appena certificata, e Lunadoro, in rampa di lancio, aderendo anche al progetto del consorzio del Nobile di Montepulciano. Schenk Italia, come tutto il gruppo Schenk, ha come obiettivo il raggiungimento della carbon neutrality fissato per il 2030. Per questo lo scorso anno abbiamo svolto il calcolo di impronta carbonica e pianificato una serie di importanti investimenti volti al risparmio idrico ed energetico. La certificazione ci ha permesso di valorizzare alcuni aspetti importanti dell’azienda ma che non risaltavano come dovrebbero, e di renderci partecipi di un miglioramento continuo come persone e in termini di progresso tecnologico.

2. Tra i requisiti della certificazione Equalitas vi è il continuo miglioramento del sistema di gestione integrato. Quali operazioni intendete portare a termine per ridurre i consumi energetici e gestire responsabilmente le risorse aziendali? Schenk Italia in questi ha svolto un importante miglioramento tecnologico con la sostituzione di una linea di produzione, che ha evidenziato un notevole risparmio idrico ed energetico, in un ambiente meno rumoroso e più efficace in termini di qualità e produttività. Nei prossimi mesi questo passo viene ripetuto anche sull’altra linea di produzione, pertanto prevediamo lo stesso impatto in termini di sostenibilità, sfruttando tra l’altro le conoscenze e le competenze appena apprese. Le nuove linee saranno supportate dal nuovo gestionale 4.0 che permetterà di veicolare al meglio le informazioni e monitorare in tempo reale tutti i dati e le statiche di produzione. Tutto questo è avvalorato dal nostro impegno nella ricerca di materiali riciclabili e dal basso impatto carbonico, nel rendere il personale sempre più partecipe nelle messe a punto e progettazione delle attrezzature e con formazioni mirate per rendere interscambiabili gli operatori. Dal punto di vista energetico inoltre è prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici ed un sistema di recupero e riciclo dell’acqua di sciaquatrici e cip di lavaggio, che unito all’impianto di potabilizzazione dell’acqua di un pozzo di proprietà ci rende maggiormente autoritari su questa preziosa risorsa.