Il Presidente Liantonio a Pambianco Wine&Food: il termine sostenibilità è un atto concreto e non deve essere solo oggetto di comunicazione.

Cresce l’attenzione del vino per la sostenibilità e aumenta di conseguenza il numero dei produttori che ha scelto la via della certificazione secondo lo standard Equalitas. Un passaggio reso necessario non solo dall’importanza che sta assumendo il concetto di produzione sostenibile, con tanto di ritorno economico per chi sceglie la via della certificazione, ma anche dalla necessità di misurare l’impegno delle aziende in tale direzione. “Oggi il termine sostenibilità è entrato nel lessico della quotidianità, ma è un atto concreto e non deve essere solo oggetto di comunicazione. Il mondo ha bisogno di concreta sostenibilità e non solo di parole”, spiega a Pambianco Wine&Food Francesco Liantonio, imprenditore del settore e Presidente di Valoritalia, società leader nella certificazione del vino in Italia. Liantonio, nell’intervista alla nota testata, ricorda l’importanza dei tre pilastri della sostenibilità (ambientale, economico ed etico-sociale), sui cui si fonda lo standard Equalitas, la crescita di mercato delle produzioni biologiche legate al primo pilastro (negli ultimi cinque anni, Valoritalia ha quintuplicato il numero di aziende clienti certificate bio) e la necessità di spingere sui restanti due. Quanto ai benefici economici della sostenibilità, il Presidente ricorda quanto sta accadendo in nord Europa, dove i monopoli di Stato sono sempre più orientati a forniture di vino “sostenibili”, riconoscendo ai produttori un vantaggio economico del +20% sul prezzo medio di acquisto per il prodotto certificato. Liantonio accenna infine alla certificazione Sqnpi, legata al metodo di “produzione integrata”, che impiega mezzi di difesa volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici.

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