17 NOVEMBRE 2011
Bottiglie di vetro leggere per tagliare i costi
Plastica, tetrapak, cartone, lattina brik e bag in box. La tumultuosa rivoluzione del packaging alimentare che ha cambiato il volto della spesa negli ultimi decenni, non sembra aver scalfito l’antico matrimonio del vetro con il vino, che mantengono un rapporto solido, sancito anche dai disciplinari delle Doc, ma che incide molto sui bilanci delle aziende vitivinicole. Non a caso una delle frontiere dell’ecosostenibilità nella filiera del vino si rivolge alla riduzione del peso delle bottiglie e all’ottimizzazione del recupero e riciclo con attenzione all’ambiente (il recupero del 50% di materia prima riciclata permette un risparmio energetico del 13% nella produzione del nuovo).
Un obiettivo importante anche nell’agenda dell’Unione Italiana Vini, come sottolineato dal Presidente Paolo Castelletti in un recente intervista per Agrisole, in cui ha ricordato che “dal 2009 è operativo un protocollo di intesa con Assovetro per collaborare al riciclo e riutilizzo del vetro, con l’obiettivo di arrivare a ridurre i costi delle bottiglie attraverso il miglioramento della raccolta differenziata dei vuoti”. In attesa che il lavoro sul riciclo porti a risultati significativi in termini di abbassamento del prezzo delle bottiglie, le aziende si attrezzano per ottimizzare la gestione del vetro, attraverso la riduzione del peso e la razionalizzazione della gamma dei formati, che consente di ottenere tra l’altro un’ottimizzazione degli acquisti e del magazzino, della logistica e dei trasporti. [Tratto da: Agrisole 11-17/11/2011]