5 NOVEMBRE 2011
Impegno green e made in Italy
Una svolta verde da parte del settore vitivinicolo potrebbe contribuire ad affermare il vino italiano all’estero. Lo afferma un recente sondaggio realizzato da Vinitaly e winenews.it, tra i siti di settore più cliccati, da cui risulta che per il 48% degli enoappassionati l’impegno ecologico in cantina è e sarà sempre di più un valore aggiunto determinante per accrescere la competitività delle etichette nostrane. Non solo sui mercati esteri, ma anche su quello interno, visto che per il 55% degli amanti del buon bere il bollino verde sulla bottiglia rappresenterebbe un buon motivo in più per acquistarla. Inoltre, sebbene non sia scontata, l’associazione pratiche ecofriendly e qualità costituisce per la maggior parte dei consumatori un indice di maggiore affidabilità. A patto però che l’impegno verde non finisca con l’incidere sul prezzo.
La viticoltura sostenibile è anche alla base della nuova normativa comunitaria che regolerà nei prossimi anni l’utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura e spingendo a coniugare la sostenibilità ambientale ed economica con la qualità del vino. Già da tempo la nostra ecologia investe nella riduzione dell’uso di energie, acqua, fitofarmaci, oltre che nella tutela del territorio. Se il processo è avviato, però, si rivela necessario moltiplicare ed estendere le soluzioni lungo tutta la filiera, dalla produzione al packaging, senza contare il forte interesse anche per l’industria dell’energia: una delle maggiori possibilità di sviluppo e di creazione di sinergie può infatti concretizzarsi proprio nelle cantine ecofriendly.
L’esigenza è condivisa dai produttori, già impegnati in progetti significativi. In Franciacorta Berlucchi, per citarne uno sui molti impegnati su questo fronte, aderisce al progetto Ita.Ca per il monitoraggio delle emissioni di gas serra, pratica da anni la lotta integrata riducendo il ricorso alla chimica e riutilizzando le vinacce come sostanze organiche nei campi.
Il decalogo dell’ambientalista enofilo secondo Winenews
Winenews, uno dei siti più visitati dagli amanti del buon bere, ha stilato e presentato lo scorso aprile all’ultima edizione di Vinitaly le dieci regole per scegliere il vino ecofriendly
1. Preferire il vino a km zero, prodotto da cantine di prossimità 6. Usare occhio di riguardo per le etichette in carta riciclata
2. Prediligere la viticoltura biologica e biodinamica 7. Risparmiare grazie agli acquisti collettivi, effettuati attraverso i Gav, Gruppi di acquisto del vino, che comprano direttamente dal produttore
3. Scegliere le cantine con certificazione ambientale (ISO 14001 o EMAS), sinonimo di impegno ecologico concreto 8. Premiare vetro e sughero, entrambi riciclabili e riutilizzabili al 100%
4. In assenza di certificazioni preferire comunque cantine costruite secondo i dettami della bioarchitettura che adottano pratiche ecosostenibili, effettuano il recupero delle acque e sono dotate di impianti fotovoltaici o a biomasse per la produzione di energia 9. Utilizzare in cucina il vino avanzato, purchè, ovviamente, sia ancora nelle sue migliori condizioni organolettiche
5. Ricercare bottiglie in vetro alleggerito, che permettono un risparmio in termini di energia usata nel processo produttivo e di emissioni di CO2 10. Ricercare in etichetta l’indicazione della carbon footprint. I primi esempi arrivano dalla Nuova Zelanda, ma anche in Italia alcune cantine stanno iniziando a segnalarla
6. Usare occhio di riguardo per le etichette in carta riciclata
7. Risparmiare grazie agli acquisti collettivi, effettuati attraverso i Gav, Gruppi di acquisto del vino, che comprano direttamente dal produttore
8. Premiare vetro e sughero, entrambi riciclabili e riutilizzabili al 100%
9. Utilizzare in cucina il vino avanzato, purchè, ovviamente, sia ancora nelle sue migliori condizioni organolettiche
10. Ricercare in etichetta l’indicazione della carbon footprint. I primi esempi arrivano dalla Nuova Zelanda, ma anche in Italia alcune cantine stanno iniziando a segnalarla