Tappo in sughero
L’industria vinicola è il maggior cliente dell’industria del sughero, la cui produzione mondiale annua è di 300 mila tonnellate e si concentra nel bacino del Mediterraneo, soprattutto in Portogallo (52,5%), Spagna (29,5%) e Italia (5,5%). Attualmente circa il 66% del mercato è costituito da tappi in sughero, sia composto che naturale, e questa tipologia di tappo risulta in assoluto la preferita dai consumatori italiani di vino, per i quali aprire una bottiglia tappata col sughero è ancora considerato un gesto di charme.
Secondo una ricerca di Demoskopea realizzata di recente nell’ambito della campagna di promozione del sughero in Italia, promossa da Apcor (Associazione portoghese dei produttori di sughero), Assoimballaggi/Federlegnoaredo insieme ad Amorim Cork Italia, l’81% degli italiani consumatori ritiene infatti che il sughero sia la miglior soluzione per proteggerne la qualità. Il 79% è poi convinto che le bottiglie tappate in sughero abbiano maggior valore.
Ciononostante, sono ormai molte le cantine che utilizzano i tappi in plastica, e la crescita dei tappi sintetici espansi varia dal 10 al 15% all’anno. Il mercato del vino è fortemente influenzato dalle tecnologie e dalle innovazioni di settore, tra cui il packaging. Qualsiasi nuova soluzione per questa tipologia di prodotto infatti, può concorrere allo sviluppo del mercato.
Per quanto riguarda la tipologia di tappo, su 18 miliardi di chiusure prodotte (dati aggiornati al 2009), il 24% è costituito da tappi tecnici del tipo 1+1, l’11% da tappi a vite, il 21% da sughero naturale, il 23% da tappi sintetici espansi, il 21% da tappi di tipo agglomerato.
Di seguito sono riportate le quote di mercato delle tre diverse famiglie di chiusure (sughero, sintetico espanso e a vite):
TAPPI IN SUGHERO: quasi 12 miliardi, rappresentante una quota del 66%

TAPPI SINTETICI ESPANSI: oltre 4 miliardi, rappresentante una quota del 23%

TAPPI A VITE: quasi 2 miliardi, rappresentante una quota dell’11%

Concesso che il vino tappato con la plastica sembra non presentare cessioni di sorta, come evolve in bottiglia rispetto a quello tappato con il sughero? Attraverso il tappo di plastica non si verifica nessun tipo di interazione con l'esterno, per cui viene a mancare quel piccolo scambio di aria che per osmosi attraversa il tappo di sughero.
Questa piccola quantità di aria poteva essere molto utile nei vini rossi strutturati e longevi per facilitare la "polimerizzazione dei tannini non ancora polimerizzati", cioé per ammorbidire il vino facendolo evolvere in modo positivo: questo con la plastica non può avvenire. Bisogna cambiare stile produttivo ed imbottigliare il vino già pronto, e questo si manterrà nello stadio evolutivo originario molto più a lungo rispetto alle bottiglie tappate con il sughero. Lo stesso discorso é valido anche per i vini bianchi importanti e magari fermentati e maturati in barriques, mentre per bianchi e rossi giovani lo stile produttivo può non differire molto rispetto a quello usato in precedenza. Un'altra cosa da tener presente é che per i vini tappati con la plastica occorrono dosi di anidride solforosa, un antiossidante utilizzato in enologia, decisamente più basse rispetto alla norma.
Tra i produttori di vino italiani l'orientamento é quello di riservare il tappo di plastica ai vini bianchi e rossi giovani, il cui consumo si esaurisce nell'arco di un paio d'anni, mentre il sughero continua ad essere privilegiato per i vini più importanti e longevi, e anche da un punto di vista “psicologico” sembra che gli addetti ai lavori e soprattutto i consumatori non siano ancora pronti ad una rivoluzione completa.